L’abbandono

Il paese è stato quasi totalmente distrutto dal progredire dei movimenti franosi sviluppatisi tra il 1959 e il 1972.
Numerosi rapporti di studiosi hanno prospettato l’inquadramento geologico del paese, evidenziando le cause dei movimenti franosi.
Già dal 1910 si configurava l’ipotesi di una minaccia al paese derivante dalla posizione di Craco, \”su una collina di sabbie plioceniche sovrastanti alle argille, incise da burroni in continuo progresso\”.
Pertanto l’evoluzione dei fenomeni franosi è stata rapida e recente. Attualmente sulla collina di Craco si individuano estesi e profondi dissesti e si riscontrano tre frane importanti: la \”frana del Convento\”, poiché la testata del bacino franoso si trova poco a valle dell’antico Convento situato alle porte del paese lungo la S.S.103, la \”frana del centro storico\” che ha colpito il centro storico rendendolo inagibile, demolendo anche grossi muri di sostegno della S.S.103, infine la \”frana delle Scuole\” che inizia poco a monte dell’edificio scolastico e quindi colpisce l’estremità settentrionale del paese.
Questi movimenti franosi hanno manifestato la loro pericolosità per l’abitato nei primi anni ’60: in seguito all’evoluzione pericolosa della frana del centro storico, verso il 1963, Walter Brugner del Servizio Geologico d’Italia, effettuò un sopralluogo fornendo una prima descrizione delle fenomenologie e indicando possibili cause naturali ed antropiche. Secondo Brugner la causa naturale di questa frana è la presenza di acque impregnanti la coltre detritica superficiale, assorbite dalle sottostanti argille, che hanno provocato il rigonfiamento e la plasticizzazione. Tra le cause antropiche si è osservato come l’insediamento umano abbia comportato tagli nel terreno, escavazione di pozzi e cisterne, creando nuove vie di infiltrazione per l’acqua e rotture di equilibrio del terreno. Inoltre hanno inciso sul fenomeno le perdite rivelate dalla rete delle fognature e dalla rete acquedottistica come anche la realizzazione di poderosi muri di sostegno della strada statale che, hanno appesantito i terreni argillosi e caotici già predisposti al dissesto. In seguito agli eventi alluvionali del 1979 la situazione è notevolmente peggiorata e sembra che anche il sisma del 23.11.80 abbia contribuito ai dissesti delle abitazioni.
Di qui il trasferimento dell’abitato: dai 1800 abitanti del 1963 si è passati adesso a circa 760, insediatisi in località Peschiera dopo una serie di ordinanze di sgombero, la prima delle quali fu emessa nel dicembre 1963, l’ultima nel gennaio 1991.

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